L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA - sigla di European Aviation Safety Agency) ha reso pubblico il suo parere riguardo le operazioni di sicurezza sui piccoli droni in Europa.
Un’opinione che è un importante trampolino di lancio per mantenere sicure le operazioni sui droni e per costruire un quadro normativo più ampio. Il parere servirà da base per la Commissione Europea per poi adottare future proposte normative concrete nel corso dell'anno. Il 21 febbraio 2018 si è svolta una prima riunione presieduta dalla Commissione Europea per discutere di questo parere con gli Stati membri dell'UE.
Patrick Ky, direttore esecutivo dell'EASA, ha dichiarato: "questo regolamento consentirà la libera circolazione di droni e pari condizioni all'interno dell'Unione Europea, rispettando al contempo privacy e sicurezza dei cittadini dell'UE e consentendo poi all'industria dei droni di innovare e continuare a crescere".
Il parere dell'EASA è un modo innovativo di regolamentare, in cui le regole restano semplici e con una grande attenzione al particolare rischio dell'operazione: un drone che vola sul centro di una città o sul mare comporta un rischio ma ben diverso.
Il parere apre nuovi orizzonti, combinando legislazione sui prodotti e legislazione sull'aviazione: i requisiti di progettazione per i piccoli droni (fino a 25 kg) saranno implementati utilizzando la famosa marcatura CE ("Conformité Européenne") per i prodotti immessi sul mercato europeo. L'operatore troverà in ogni pacchetto di droni un'informazione: le "cose da fare e da non fare", per avere le giuste indicazioni su come pilotare un drone senza mettere in pericolo le altre persone.
L'approccio proposto è innovativo e riconosciuto a livello globale come la soluzione migliore per mantenere sicure le operazioni dei droni. I requisiti non si concentrano sul drone stesso, ma considerano una serie di elementi come il luogo in cui il drone sorvola (sul mare o su una città), chi sta pilotando il drone (un bambino o un pilota professionista) o con quale scopo il drone viene effettivamente utilizzato (quanto è pesante o quali caratteristiche di sicurezza ha).
- La categoria “aperta” di operazioni non richiede un'autorizzazione preventiva da parte dell'autorità competente, né una dichiarazione da parte dell'operatore, prima che l'operazione abbia luogo. La sicurezza è assicurata da una combinazione di limiti operativi, requisiti tecnici per la macchina e competenza del pilota remoto: esempi di operazioni che rientrano in questa categoria sono le riprese e le fotografie, le ispezioni dell'infrastruttura e le attività del tempo libero in cui il pilota remoto tiene sempre in vista il velivolo senza pilota.
- La categoria “specifica” di operazioni richiede un'autorizzazione da parte dell'autorità competente prima che l'operazione abbia luogo: in questo modo, le operazioni di sicurezza sono garantite attraverso un sistema in cui l'operatore di droni è tenuto a effettuare una valutazione del rischio operativo e ad attuare il risultato con misure di mitigazione per ottenere l'autorizzazione a pilotare il drone. Esempi di questa categoria sono i voli in cui l'operatore non può più vedere il drone (cosiddetto al di là della visuale o BVLOS), sorvolando aree popolate e operazioni con droni più pesanti.
Il Parere consente un alto grado di flessibilità per gli Stati membri dell'EASA. Essi saranno in grado di definire le zone in cui le operazioni con i droni saranno vietate o limitate (per proteggere le aree sensibili, ad esempio) o laddove alcuni requisiti saranno attenuati (come le aree dedicate ai modelli di aeromobili).
L'EASA svilupperà scenari standard che renderanno più semplice ottenere autorizzazioni per operazioni ben definite (come ispezioni lineari condotte in BVLOS o irrorazione del raccolto). La proposta riconosce anche i buoni registri di sicurezza dei club aeronautici e delle associazioni modello e fornisce attenuazioni speciali per i membri di tali club e associazioni.
Il presente Parere fa seguito a un documento di consultazione precedente (avviso di proposta di modifica - pubblicato da EASA nel maggio 2017) e tiene conto di migliaia di commenti ricevuti da privati cittadini, industria, operatori e autorità nazionali durante il periodo di consultazione pubblica di quattro mesi. Una valutazione d'impatto dettagliata ha sostenuto il documento di consultazione iniziale. Il parere include, per informazione, i mezzi di conformità e il materiale di orientamento accettabili che aiuteranno gli operatori a conformarsi alle norme.