Secondo un rapporto dell’Istat sulla Conoscenza 2018, l’Italia sta crescendo digitalmente, ma meno rispetto all’Europa.
Nel 2017 si è registrato che ha un sito web il 72% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, molto al di sotto della media europea (77%), eppure in crescita dal 2010. Si attestano circa al 10% le imprese che si affidano alla vendita via web, contro il 16% dell’UE. Ciò avviene maggiormente nella province di Bolzano e Trento, seguite dall’Umbria e da quelle del Sud Italia, dove in alcuni casi il progresso si attesta di 8-10 punti percentuali rispetto al 2012.
Sempre nel 2017 l’Istat ha invece stimato che il 64% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni abbia usato il computer su basi quotidiane contro il 52% dei residenti in Italia (in aumento di 11 punti rispetto al 2008).
Il ritardo del nostro paese dipende essenzialmente dal ruolo centrale dell’età e dell’istruzione nell’uso delle tecnologie. In Italia, gli utenti regolari sono aumentati dal 37% nel 2008 al 69% nel 2016 (contro l’81% nell’Ue), dati che aumentano al 73,7% tra le persone laureate di 65-74 anni.
Gli utenti di Internet in Italia si concentrano in un numero relativamente ridotto di attività online: sono nella fascia bassa della graduatoria per l’invio di email (l’uso più diffuso in assoluto) e ultimi o nelle ultime posizioni per gli usi a carattere informativo, i servizi bancari (40%), la creazione di contenuti e le vendite online. Sopra la media risulta invece la visione di video condivisi da altri utenti e la partecipazione civica o politica.
Diversamente l’impiego delle tecnologie dell’informazione per le attività di e-business in Italia è in rapida crescita e in linea con la media europea. I dati affermano che nel 2017 circa il 37% delle imprese italiane ha adoperato applicativi gestionali (Erp) per condividere e l’informazione all’interno dell’azienda e migliorare l’efficienza dei processi, anche se l'utilizzo delle tecnologie digitali nelle piccole imprese appare fortemente influenzato dai livelli d’istruzione degli addetti. A livello europeo, nel 2017 il 56% del personale delle imprese impiega computer sul lavoro, contro il 50% in Italia. Dunque, un’ impresa europea su cinque ha realizzato attività per il miglioramento delle competenze informatiche dei dipendenti, mentre in Italia la quota si ferma al 13%.
Secondo l’indagine coloro che sono impiegati in professioni Ict sono cresciuti numericamente e come incidenza sull’occupazione: nel 2016 sono più di 8 milioni nell’Ue, corrispondenti al 3,8% del totale, dal 3,1% nel 2011. In Italia sono quasi 750 mila e rappresentano il 3,3% degli occupati: rispetto alla media europea la crescita risulta inferiore di circa 2 decimi e i laureati sono di meno. Circa la metà delle imprese realizza attività innovative, in linea con la media europea, ma meno del 20% delle imprese innovatrici nel triennio 2012-14 lo ha fatto collaborando con altre imprese e centri di ricerca, contro circa un terzo nell’Ue. Sul territorio, le imprese che hanno svolto attività innovative variano da oltre il 50% in Veneto, nella provincia di Trento e in Friuli Venezia Giulia a poco più del 30% in Sicilia e Campania. In tutte le regioni del Centro (tranne l’Umbria) e del Mezzogiorno la percentuale di imprese innovatrici è inferiore alla media nazionale.
Diversa è la situazione di Wikipedia, che può essere definita la principale infrastruttura globale del sapere digitale, essendo il quinto sito web più visitato al mondo. Wikipedia ha reso familiare il sapere di tipo enciclopedico per milioni di persone e l’edizione in italiano ha raggiunto 1,4 milioni di voci (dicembre 2017), ed è la quinta al mondo tra quelle con un livello accettabile di elaborazione di contenuti, dopo le versioni in inglese, tedesco, francese e russo, e prima di quella in spagnolo. È invece terza dopo le versioni tedesca e giapponese per contributori attivi in rapporto ai parlanti la lingua.
Tra le pagine viste dall’Italia su Wikipedia, oltre il 90% è in italiano, seguono inglese e tedesco. La versione in italiano rappresenta il 3,5% del totale mondiale per uso ed è la seconda più visitata a Malta, la terza in Albania.
Fonte: Key4Biz